Vi segnalo questo e-book che mi è arrivato via pvt e che ho letto con piacere: Scrivere per il web. Quando l'azienda comunica su internet.
Si parla di scrittura per il web, di motori di ricerca, di miti da sfatare e piccole regole da custodire, ci sono preziosi consigli e suggerimenti, una piccola guida di stile, un glossario e un capitolo sulla scrittura modulare. Il tutto esposto con chiarezza, precisione, ordine ed esempi concreti.
Davvero piacevole da leggere, il testo offre due possibili percorsi di lettura: o seguendo l'ordine tradizionale dei capitoli o cliccando sulle domande frequenti che indirizzano direttamente agli argomenti di cui si cerca risposta.
Sono circa 50 pagine, leggere e scorrevoli: potete scaricarlo gratuitamente qui.
Buona lettura!
Più leggo il blog di Roberta, più mi piacciono le mappe mentali e i suoi suggerimenti.
Alcuni deliziosi consigli per prendere appunti veloci li trovate su questo post: una dolce mappa da mangiare.
E poi se volete potete pure cimentarvi ai fornelli. Io ci proverò per la gioia dei miei golosissimi pargoli.
Il mese scorso Micheal Stelzner aveva segnalato i 10 migliori blog per scrittori. Ora, dopo aver interpellato i vincitori, ci segnala i loro migliori post di quest'anno. Il tema è sempre la scrittura.
What follows is pure gold.
This is the best, direct FROM the best:
Tutta questa abbondanza mi riempie di entusiasmo!
Ho appena aggiornato i miei links inserendo il blog Farsi leggere.
L' ho scoperto per caso ed è davvero molto interessante. Parla di punteggiatura, di parole, dubbi, regole, ortografia, di ritmo, di semplicità...ed è un piacere leggerlo.
Ve lo consiglio!
Un paio di preziose indicazioni dal sito www.scrittura.org:
Sempre in tema di revisione, tengo sempre a mente gli ottimi consigli di Luisa Carrada.
Scusate la latitanza, ma in questi giorni ho fatto la mamma a tempo pieno: tante cose da fare e sempre troppo poco tempo a disposizione.
Ammetto di aver avuto anche una forte ostilità verso la tastiera del pc, cosa che mi ha portata a scrivere moltissimo con la penna ultimamente.
A volte il cervello ha proprio bisogno di scrivere a penna, per la velocità di scrittura, per la sensazione di accompagnare lo scritto sul testo in modo più attento, preciso. Io poi spesso mi fermo e guardo le parole, le osservo e mi perdo dietro alle mille frecce che uniscono o dividono le parole sul foglio, e tutto mi sembra abbia una sua personalità o per lo meno la stia cercando. Insomma, mi piace e mi aiuta a scrivere soprattutto nelle giornate no.
Finiti questi pensieri, mi rimetto a leggere Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori di Francesco Piccolo. Coincidenza. Il nuovo capitolo parla proprio di questo: carta e penna, macchina da scrivere e computer.
La penna, dice Piccolo, consente di sentire il ritmo della propria scrittura immediatamente, di riconoscerlo intanto che fluisce dalla mente alla mano che impugna la penna che scorre.
PS. Ecco il mio rapporto con foglio e penna, lo esprimono al meglio le parole di Eduardo Galeano:
Per me la pagina è molto importante, è la mappa che mi conduce al forziere del tesoro. Scrivo a mano, e disegno. Alla fine è un disastro, ma è un disastro che amo molto, è la prova di quanto difficile sia trovare la parola. Solo le parole che meritino di esistere, solo le parole che contengano e trasmettano elettricità vanno conservate (tratto da Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori di Francesco Piccolo).
In questi giorni ho postato poco, sono stata sempre di fretta e il poco tempo che avevo a disposizione l'ho usato per leggere tutto quello che mi offriva la rete. Un concentrato di blog, notizie, webzine...
Poi, per necessità di lavoro, ho cominciato a pulire il desktop, a mettere un po' di ordine tra le tante cartelle e a sistematizzare i vari contenuti.
Ma sul più bello mi sono imbattuta in alcune lezioni di Giulio Mozzi. Le trovate qui, sotto la voce Materiale sullo scrivere: 100 chiaccherate sulla scrittura e sulla narrazione e un corso di scrittura condensato.
Neanche dirlo. Ho abbandonato il mio lavoro certosino e mi sono immersa nella lettura.
Lezioni da sorbire poco a poco, gustandole e facendone tesoro. Preziose e generose.
Ancora a scuola da Beppe Severgnini.
Piccole pillole semiserie di italiano. Da leggere un po' alla volta, tempo di una breve pausa caffè. Una serie di consigli di scrittura utilissimi.
E leggeteli tenendo a mente questa frase di Truman Capote che lo stesso Severgnini ricorda: "Scrivere ha le sue leggi della prospettiva, della luce e dell'ombra, proprio come la pittura o la musica. Se sei nato conoscendole, bene. Se no, imparale. Poi sistema le regole perché facciano al caso tuo."
Ecco i link:
Poi andate a curiosare su tutto il sito. Tanti spunti per riflettere e approfondire.
PS Sotto la sezione podcasting e video troverete delle brevissime, ma preziose, lezioni di italiano.
Sul Corriere della Sera, rubrica Italians di Beppe Severgnini, 31 ragioni per studiare l'inglese. Una lista divertente, ma terribilmente seria.
Copio e incollo, l'articolo integrale lo trovate qui.
Volete un motivo per mettervi finalmente a imparare l'inglese? Ve ne offro uno al giorno per un mese.
1 Perché siete stanchi di dire "Non parlo l'inglese, ma lo capisco...".
2 Perché parlare con le mani, alla lunga, stanca.
3 Perché capirete come riempire quel modulo su internet (un terzo della Rete funziona in inglese).
4 Perché così, quando vi insultano all'estero, evitate di ringraziare.
5. Perché, qualsiasi cosa facciate nella vita, moltiplicate le occasioni.
6 Perché in America saprete leggere i cartelli stradali (one way non è una canzone di Frank Sinatra: vuol dire "senso unico").
7 Perché a Londra andrete in giro senza interprete, e sotto la casa di Valentino potrete chiedere: "Good evening. Is Dr Rossi around, please? He's having a bit of trouble and maybe he'd like to go for a pint".
8 Perché così potete leggere il labiale di Wayne Rooney, e farvi due risate.
9 Perché comprando "Time" o "Sports Illustrated", finalmente, non dovrete limitarvi a guardare le figure.
10 Perché nelle stanze d'albergo del mondo, a differenza di alcuni giornalisti italiani, potrete capire le notizie della CNN.
11 Perché capirete che Charlize Theron non è solo una splendida figliola, ma ha anche una bella voce (sì, i sudafricani parlano inglese).
12 Perché potrete conoscere qualche milione di nuovi ragazzi e ragazze.
13 Perché il cinese è più diffuso dell'inglese, ma i cinesi stanno quasi tutti là.
14 Perché quando sentirete "Vorrei shiftare la vostra attenzione sul break-even del nostro business, un must che stressa la necessità di downsizing", almeno lo sapete: vi stanno licenziando.
15. Perché un po' già lo parlate. No comment, in fondo, è una frase completa.
16 Perché capirete che autogrill, autostop, box, camping e parking - in inglese - non esistono. Si dice service station, hitch-hiking, lock-up garage, campsite e car park.
17 Perché sarete liberi di ridere della pubblicità italiana (Run like you've never run before! Life is now! A product of free will! The fragrance for men! Daily Chic! Surfers Only!, eccetera)
18 Perché saprete finalmente cos'è la mission del competitor: quell'impiastro del vostro concorrente vuol fregarvi.
19 Perché quando i nostri politici parlano di tax day, family day, devolution e welfare li ascolterete con la dovuta diffidenza.
20 Perché comunque è impossibile far peggio di quel ministro italiano che, a New York, ha chiesto "gamberetts and fagiols".
21 Perché così state alla larga dai consiglieri fraudolenti: quelli che sanno tutto dei nuovi metodi, delle scuole in Italia, dei corsi intensivi in Gran Bretagna. E poi all'estero chiedono solo spaghetti, perché non sanno ordinare nient'altro.
22 Perché la pronuncia non è un problema. Se la sbagliate, tenete allegri gli amici. Se sputacchiate dicendo the, this e that fate la doccia al gatto.
23 Perché potrete parlare al telefono col mondo invece di dire al collega "Mario, chiama un po' tu....".
24 Perché direte a quelli che pronunciano Tai-tanic (Titanic) e Livais (Levis) di non fare i bulli.
25 Perché, se vi venisse voglia di dire in four and four eight! per "in quattro e quattr'otto!", potrete farlo. Inventare è lecito (basta sapere di farlo).
26 Perché capirete le canzoni inglesi e americane, e vi renderete conto che spesso sono più cretine delle nostre.
27 Perché se George Bush dovesse invitarvi a cena, potrete commentare la cucina della Casa Bianca (Good heaven! How can you eat this junk, old boy? Now I see why you're so nervous all the time and you ended up messing around in the Middle East...).
28 Perché tanto Bush non vi invita a cena; ma quella frase potete usarla anche nella pausa-pranzo, per fare un po' di scena.
29 Perché un brasiliano, per chiedere a un tedesco in Italia di presentargli un collega francese per discutere dello svedese Ibrahimovic, parlerà inglese.
30 Perché, quando diventerete bravi, capirete che tipsy, plastered, pissed, bombed, toasted, hammered e crunk vogliono dire la stessa cosa: ubriaco. Quale termine usare? Dipende da quanti anni avete (e da quanto avete bevuto).
31 Perché è trendy, baby.
Più vado a fondo di certi siti, più li scopro pieni di tesori.
E' il caso della Palestra della Scrittura.
Oggi mi sono imbattuta in 15 piccole favole dedicate alla scrittura, scritte da Sabina Del Monego e commentate da Alessandro Lucchini.
Favole e commenti chiari, preziosi e utilissimi.
Da leggere in un sorso e tenere sempre a mente.
PS: Sono in pdf.
Stanno arrivando le mie vacanze, quelle vere. Quelle di tutta la famigliola al completo, quelle in cui cercherò di spegnere il portatile e non pensare ai miei testi, quelle in cui, mentre i miei bimbi giocano sereni con papà, posso dedicarmi a tutte le mie letture, senza limiti di tempo.
E allora eccomi a fare un po' di pulizia nel pc, anzi a fare un po' di ordine, giusto per ripartire tra qualche settimana con un po' più di chiarezza.
Nel riorganizzare le mie cartelle ho trovato un articolo di Enrico Cogno con alcuni suggerimenti per migliorare l'efficacia della comunicazione: Semplificare senza impoverire. Da tenere sempre a mente!
PS: E' arrivato il mio pacco di libri! Non è ancora nelle mie mani, e per questo sono un po' in fermento, ma la mia dolce metà l'ha già caricato in macchina per portarmelo sù in montagna.
Ahi, che dolori certi errori!
A scuola, ma con la spensieratezza di una bella poesia di Rodari.
IL MUSEO DEGLI ERRORI di Gianni Rodari.
Signori e signore,
venite a visitare
il museo degli errori,
delle perle più rare.
Osservate da questa parte
lo strano animale gato:
ha tre zampe, un solo baffo
e dai topi viene cacciato.
Nel secondo reparto
c'è l'ago Maggiore:
provate a fare un tuffo,
sentirete che bruciore.
Ora tenete il fiato :
l'eterna "roma" vedremo
tornata piccola piccola
come ai tempi di Romolo e Remo.
Per colpa di una minuscola
la storia gira all'indietro:
questa "roma" ci sta tutta
sotto la cupola di San Pietro.